Contrabbandiere

Passeur

Contrebandièr

Quando le tenebre erano ormai sorte,
la neve cadeva prepotente sulla draios,
in lontananza il giovane camminava guidando una quindicina di bestie
condannate al macello francese.

Il randiere che il sonno non trovava
alla finestra si affacciò.
E al debole chiarore lunare
eccolo lì: il giovane contrabbandiere.

Spostando lo stanco sguardo
a monte il doganiere si avvicinava.
Attento ragazzo!
Il bestiame potrai perdere
se il doganiere ti raggiungerà.

Il randiere assalito dalla voglia di aiutarlo e dal coraggio di farlo
il lenzuolo alla finestra sventolò.
Guarda verso il santuario,
il randiere ti sta avvisando!

Ma il giovane a testa bassa camminava
E la neve lo sguardo offuscava
Così poco ci volle
che il doganiere lo avvistò.

Sulle montagne che silenziosamente
uniscono le valli
il contrabbandiere ormai esausto
si fermò.

"Aaah! Niente è piu come una volta! Un tempo, bisognava scalare tutte quelle montagne per arrivare fin qua! Ora basta guidare una macchina e in poche ore arrivi in queste valli, comodamente seduto. Quanta fatica ho fatto da ragazzo invece! Sai, quando ero giovane ero un contrabbandiere. Camminavo sempre su queste montagne per raggiungere la Francia e vendere bestiame o tabacco.", disse Berto a sua moglie, dopo essere arrivati in Valle Stura.
"Davvero? Non mi hai mai parlato del tuo passato. Ma non era pericoloso fare il contrabbandiere?", rispose incuriosita la moglie.
"Si, lo era. Avevo sempre paura di essere scoperto. Pensa che una volta, mentre mi recavo sulla cima di Collalunga per portare alcuni vestiti e vecchie scarpe al mercato per venderle ai pourou, i doganieri stavano per trovarmi! Per fortuna, qualcuno lasciò un segno rosso sulla neve, per avvertimento. Si usava un tempo sai? Mi salvarono! Gli abitanti dei villaggi ci aiutavano sempre, c'era solidarietà. Non come ora. Non erano nemmeno così diversi i villaggi ai miei tempi. Si parlava la stessa lingua da entrambi i lati delle montagne e le tradizioni erano simili. Non c'erano guerre, le montagne erano viste come un elemento di unione tra le valli e non di separazione. Che bei ricordi! Ora invece pensiamo sia tutto il contrario, ma non è così. Dovremmo tornare come un tempo, dove, invece che giudicarci a vicenda, ci si aiutava." 

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