Iscrizioni aperte al cantiere teatrale estivo di Terract!

Sei nato nel 2001, 2002 o 2003?
Ami il teatro?

Iscriviti al cantiere teatrale del progetto TERRACT!
La partecipazione è gratuita.



DOVE: Limone Piemonte 

QUANDO: 9-18 agosto 2019, 

COSA: 10 giorni di teatro, laboratori e uscite sul territorio con 60 coetanei italiani e francesi.

 

Il cantiere teatrale è un campo artistico residenziale che si svolge dal 9 al 18 agosto a Limone Piemonte. 10 giorni in cui 60 ragazzi tra i 16 e i 18 anni, italiani e francesi, condivideranno lo stesso spazio con attori professionisti, drammaturghi, scenografi e lavoreranno con loro alla messa in scena di uno spettacolo.

Il cantiere teatrale è organizzato all’interno del progetto TERRACT - Gli attori della terra dalla Compagnia Il Melarancio di Cuneo, dal Théâtre National de Nice e da COREP | Social Community Theatre Centre di Torino.

La partecipazione al cantiere comprende vitto e alloggio ed è completamente gratuita, perché il progetto TERRACT è finanziato dal Programma di Cooperazione transfrontaliera Italia Francia ALCOTRA 2014-2020.

 

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI

Per iscriversi, inviare entro il 20 aprile 2019 una breve lettera di motivazione a Paola Dogliani: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Per info telefonare al: 3474337579.

La migrazione negli occhi dei bambini: incontro con Beppe Rosso

Ospite della formazione di Terract, il regista Beppe Rosso ci racconta del progetto Migraction - Generazioni in movimento, e in particolare dell'iniziativa realizzata con la comunità di Caraglio, che ha coinvolto le classi quinte elementari dell’Istituto Comprensivo A.M. Riberi.

Il progetto migrACTION vede tra i suoi ambiti di attività diverse azioni di mediazione e coinvolgimento delle comunità locali, con l’obiettivo di valorizzare la memoria del territorio e di raccontare le migrazioni di ieri e di oggi che hanno interessato e che interessano le popolazioni e i territori della Valle Stura e della Valle dell’Ubaye. 

71 bambini, insieme ai loro insegnanti, si sono messi in gioco nel laboratorio che si è svolto da novembre 2017 ad aprile 2018 e che ha portato, come risultato finale, alla sezione della mostra “MigrACTION attraverso l’occhio dei bambini”. L’obiettivo del laboratorio, condotto e ideato da Beppe Rosso e dallo scenografo Lucio Diana, è stato di ascoltare e dar la voce alle nuove generazioni sui fenomeni migratori del passato e del presente che hanno coinvolto la comunità di Caraglio. Il percorso ha seguito diversi step di lavoro: a partire dalla costruzione dell’albero genealogico della famiglia, i bambini si sono immedesimati nel mestiere di giornalista, intervistando i propri familiari e raccogliendo testimonianze legate alla migrazione. Durante la seconda fase, a partire dalle storie raccolte precedentemente, i bambini sono stati protagonisti di riprese audio-video che sono andate a costituire le videoinstallazioni della mostra.

Le videoinstallazioni sono 2 e ripropongono, idealmente, uno sguardo sulle migrazioni da parte dei bambini. La prima, in una dimensione più evocativa ed immersiva, regala suggestioni sonore legate alla migrazione: parole, suoni, rumori, canti emergono da un cerchio di sale, materiale scelto come emblema delle strade percorse da viandanti, persone che migravano in cerca di una vita migliore. La seconda, invece, è un muro “parlante” che si popola di occhi, volti, bocche, mani e dà voce alla visione dei bambini sui temi della migrazione di ieri e di oggi. 

Costruire degli oracoli per i viandanti

Il weekend di formazione di marzo era dedicato al tema della valorizzazione degli spazi. Insieme allo scenografo Maurizio Agostinetto, gli apripista hanno costruito con legno di nocciolo e rame 5 oracoli e li hanno piantati sul sentiero che da Vernante porta al castello "La Tourusela". 

Perchè usare degli oracoli per far interagire i viandanti con il territorio?

L'idea è venuta a Maurizio durante un lavoro sui sentieri della Val d’Aosta. La prima ispirazione fu il gioco dell'oca, che rappresenta la vita - con i suoi momenti di avversità, la sfortuna, la buona sorte, la determinazione ad arrivare fino all’ultima casella - e quindi anche l'avventura del viaggio.

oracoli

Maurizio era in cammino, in bici, diretto a Santiago del Campostela e notò che in molte delle chiese che incrociava erano raffigurate delle oche. Quando arrivò a Pamplona vide che sul sagrato di una chiesta, come un bassorilievo, era scolpito un gioco dell’oca. Mettersi in cammino significa entrare in una dimensione di instabilità che riguarda il nostro destino, che è molto simile al conceto del gioco dell’oca. Si affrontano tappe, ostacoli, pericoli. Ogni mattina che Maurizio intraprendeva il cammino, era come se lanciasse dei dadi: se avesse piovuto, bisognava ripararsi; se avesse bucato una gomma, doveva fermarsi; se avesse sbagliato strada, doveva tornare indietro. Cosi si rese conto che il cammino dell’oca rappresentava simbolicamente il viaggio che stava facendo.

Maurizio ci ha raccontato anche che durante il viaggio notò di avere spesso dei dejavu, provando quella sensazione di vivere il passato nel presente. Il dejavu è rappresentato graficamente nel gioco dell’oca: il verso è antiorario, il tempo torna indietro. Quando si viaggia, in realtà si sta viaggiando a ritroso nel tempo dentro se stesso. L’incontro tra passato e presente riguarda la nostra percezione della realtà: durante il viaggio abbiamo momenti di meraviglia per le cose che non conosciamo, e dei momenti di incanto in cui riconosciamo ciò che già conosciamo. Questo è molto tipico di chi fa teatro, e racconta ciò che conosce per renderlo storia, mito.

All’inizio del viaggio del cammino di Santiago, Maurizio aveva scelto 35 soggetti, suddivisi in 7 diverse versioni, da cercare nel paesaggio una volta in marcia. Si era prefigurato queste 245 immagini prima di partire, per esser pronto a vederle e riconoscerle durante il viaggio. Quando incontrava quell’immagine, viveva un’emozione che si portava dentro fino all’immagine successiva.
Da qui l’idea di costruire degli oracoli, che i viandanti lungo i sentieri della Valle d’Aosta potevano interrogare e interpretare come massime valide per il loro tragitto fino alla tappa successiva, per l’intero cammino o per la loro vita. Per costruire gli oracoli, Maurizio ha lavorato con gli anziani dei paesi attraversati dai sentieri o con i bambini delle scuole in modo da raccogliere storie e leggende locali e renderle attraverso gli oracoli.

Il movimento lento: incontro con Alberto Conte

Alberto Conte, nato a Milano nel 1964, si occupa da più di 10 anni della divulgazione del movimento lento. Ingegnere di formazione, nel 2006 ha fondato itinerAria, azienda specializzata nella progettazione e nel rilievo GPS di percorsi a piedi e in bicicletta. "Chi viaggia a piedi di città in città, ad esempio lungo la Via Francigena e il Cammino di Santiago, si riappropria di spazi dai quali l’uomo moderno si è ritirato da alcune decine di anni", ci dice Alberto. 

Per lui tutto è iniziato quando venne a conoscenza del cammino di Santiago. "Ecco cosa voglio fare, mi sono detto. Voglio organizzare in Italia qualcosa come il cammino di Santiago!". Fu allora che studiò il territorio e scoprì la Via Francigena. Decise di aprire un ostello lungo la Via Francigena per ospitare i pellegrini e formare i viaggiatori interessati allo stile di vita del "viaggio lento", a piedi o in bicicletta. Per prima cosa, mappò la Via con le tecnologie di geolocalizzazione e ne scrisse la guida.

I Pellegrini che nel Medio Evo si mettevano in viaggio lungo la Via Francigena, diretti a Roma o a Gerusalemme, erano consapevoli di affrontare un’avventura che li avrebbe esposti a pericoli di vario genere e avrebbe messo a dura prova la loro forza di volontà e la loro resistenza fisica. Per loro il viaggio a piedi non era una scelta, le loro gambe erano l’unico mezzo di trasporto che potevano permettersi. Il pellegrino moderno, invece, può arrivare alla meta in poche ore, se lo desidera. Il pellegrino a piedi decide consapevolmente di viaggiare con lentezza e l'immaginario il viaggio prevale sul raggiungimento della meta.

Alberto Conte ha aperto una Scuola del Movimento Lento, che include una formazone sul senso del cammino ma anche una preparazione agli strumenti tecnici che occorre conoscere per mettersi in cammino. La Scuola organizza viaggi con gruppi composti da persone ipovedenti e persone normovedenti, per sperimentare il viaggio attraverso i 5 sensi.

E' quello che abbiamo sperimentato noi durante la formazione di Terract, grazie all'esercizio della "guida cieca" sul sentiero che da Vernante porta al castello La Tourusela: ecco il video.

Portare l'arte contemporanea in un borgo siciliano: da esempio per Terract?

Negli anni '80 Detroit era la capitale dell'auto e della musica. Arrivò ad avere 2 milioni di abitanti. Oggi, si è spopolata: ci vivono 600.000 persone.
Favara, in provincia di Agrigento, ha subito un percorso inverso grazie alle iniziative di FARM CULTURAL PARK, una galleria d'arte e residenza per artisti. Il primo parco turistico culturale costruito in Sicilia, ideato da Andrea Bartoli e dalla moglie Florinda Saieva.

Andrea Bartoli, ospite della nostra masterclass, ha convertito una cittadina in balia dell'abusivismo e della mafia in un polo culturale. Ha ridato speranza ai giovani, acceso il turismo e aperto possibilità di lavoro. E' partito rimettendo a nuovo un edificio pericolante del centro storico e lanciando la prima mostra di arte contemporanea. Pian piano, un'utopia si è fatta realtà.

FARM CULTURAL PARK, sorge all'interno del Cortile Bentivegna, un aggregato a sua volta costituito da sette piccoli cortili che ospitano piccoli palazzi di matrice araba nel centro storico di Favara. Oltre che come museo si propone anche come centro culturale e turistico dove vengono allestite mostre  temporanee e installazioni permanenti di arte contemporanea. Si organizzano residenze per artisti ed è stata creata una scuola di architettura per bambini.

Lo scopo principale del progetto è quello di recuperare tutto il centro storico di Favara e trasformare il paese nella seconda attrazione turistica della provincia di Agrigento dopo la Valle dei Templi. Può accadere lo stesso nei piccoli centri alpini tra Italia e Francia? Può l'arte contemporanea cambiare il volto di un intero paese? Può un luogo lontano dalle mete turistiche classiche diventare polo di attrazione per migliaia di visitatori e curiosi ogni anno?

L'incontro con Andrea Bartoli ha suscitato negli apripista in formazione domande, curiosità, sfide e voglia di fare, che inizieranno a prender concretezza durante la realizzazione del cantiere teatrale che si terrà a Limone Piemonte dall'1 al 18 agosto 2019.